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Mario Romeo al Premio delle Arti di Fisarmonica del Conservatorio di Pescara.

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21 set 2017

Al Premio delle Arti del Conservatorio di Musica "Luisa D'Annunzio" di Pescara dei giorni di venerdì 22 e sabato 23 settembre parteciperà anche Mario Romeo del Conservatorio di Musica "Santa Cecilia" di Roma, allievo del Maestro Massimiliano Pitocco. Qui di seguito una breve intervista per conoscerlo meglio.

1. Mario ci racconti come e quando è nata la storia d'amore con questo fantastico strumento chiamato Fisarmonica?

Avevo circa 6 anni e con mia madre accompagnavo mio fratello più grande a lezione di pianola, ricordo che la Maestra “insegnava” vari strumenti tra cui anche la Fisarmonica che lasciava spesso sul tavolo all’ingresso. Ero molto piccolo e non ricordo bene esattamente come successe, ma vedendola lì su quel tavolo mi incuriosì, così un giorno la provai ed iniziai a studiarla. Inizialmente non fu affatto una storia d’amore, anzi, devo dire che quell’insegnante me la stava facendo quasi odiare (oggi posso dire che non era capace ad insegnare, era una musicista improvvisata!) e stavo per lasciare tutto…. Ma fortunatamente per me, mio fratello smise presto di suonare il piano, così continuai a studiare con un altro Maestro che mi trasmise la passione per questo strumento.

2. Ci racconti in breve la tua storia musicale?

Posso allegare il Curriculum? Ahaha.. Come dicevo ho iniziato da bambino, anche se i primi anni furono per me quasi un gioco, un passatempo. Anche perché in Sicilia non c’è una buona scuola di fisarmonica “classica” come c’è ad esempio nel centro Italia. Infatti quando ho capito che il mio Maestro non poteva insegnarmi altro, decisi di andare a studiare a Spoleto in Umbria dal M° Renzo Tomassetti , che nel giro di pochi mesi mi ha completamente cambiato metodo di studio, approccio alla musica e soprattutto fisarmonica (suonavo la fisarmonica a piano e a bassi standard prima). Da quel momento iniziai a prenderla sul serio e iniziò anche il mio “vagabondaggio” . L’anno seguente infatti mi iscrissi al Conservatorio di Ancona che sfortunatamente chiuse dopo un anno e quindi mi dovetti trasferire al Conservatorio “L. D’Annunzio” di Pescara dove nel 2014 ho concluso il Triennio di Fisarmonica sotto la guida del M° Claudio Jacomucci con il massimo dei voti e la lode. Invece il Biennio di II° Livello l’ho frequentato al Conservatorio “S.Cecilia” di Roma dove da poco mi sono laureato sotto la guida del M° Massimiliano Pitocco, mio attuale Maestro. Nel corso degli anni di studio ho partecipato a tanti concorsi musicali sia Nazionali che Internazionali, frequentato diverse Masterclass e soprattutto ho avuto modo di suonare in tutta Italia e nell’ultimo anno anche all’estero (Danimarca e Belgio).

3. Cosa significa per te suonare la Fisarmonica?

Credo di non saper rispondere esattamente a questa domanda. Suonare la fisarmonica significa tante cose, con i suoi pro e i suoi contro. Suonare uno strumento, qualsiasi esso sia, ti porta a “vivere” in una dimensione parallela a quella reale, io ad esempio quando suono non penso più al resto delle cose che mi circonda e ai problemi della vita quotidiana. Adesso per me la fisarmonica è diventato tutto, riempie la mia giornata, la mia vita. Questo ovviamente richiede diversi sacrifici e porta a fare molte rinunce. Per quanto riguarda l’aspetto più puramente tecnico, suonare la fisarmonica significa poter suonare uno strumento dall’enorme potenzialità con cui si può suonare praticamente di tutto e si ha anche la possibilità di spaziare tra diversi generi musicali.

4. Dall'ingresso nei Conservatori Musicali nel 1992 ad oggi la Fisarmonica ne ha fatta di strada, il suo insegnamento si è allargato anche nelle Scuole Medie ad indirizzo musicale e nei Licei musicali, i concertisti hanno invaso sempre più Teatri e Sale da concerto. Cosa pensi si possa fare o si possa fare di più per rendere ancora più grande il movimento fisarmonicistico?

Innanzitutto sarebbe bello avere una Cattedra di Fisarmonica per ogni Conservatorio, come accade per gli altri strumenti, o almeno che ci sia nelle Città più importanti in cui manca come Torino, Bologna, Napoli, Catania, ecc.. Poi un’altra cosa che credo si possa migliorare sono i Concorsi, ce ne dovrebbero essere di più ma soprattuto di più importanti a disposizione di un giovane, magari integrandoli con i concorsi di altri strumenti. Ad oggi Concorsi veramente importanti in grado di svoltare la carriera di un giovane fisarmonicista ce ne sono pochi (forse nessuno), e anche se riesci a vincerne uno non ci sono i giusti premi (contratti discografici, premi in denaro o tour di concerti) perché si va suonare sempre nei “festival fisarmonicistici”…. per questo credo che il mondo della fisarmonica ancora è piccolo e chiuso in se stesso. Bisogna allargarsi! Un’altra cosa che mi piacerebbe è che nei conservatori ci fosse più unione tra le classi di fisarmonica e i compositori per allargare ulteriormente il nostro repertorio (oggi un giovane compositore che studia in conservatorio non conosce le possibilità della fisarmonica, timbri, estensione e differenza tra i registri), anche se in questo senso già si sta lavorando molto, soprattutto all’estero. Comunque non ci dobbiamo dimenticare che la fisarmonica è uno strumento giovane e quindi ha bisogno del tempo naturale per riuscire ad emergere completamente. Come dici tu è stato fatto molto dai nostri predecessori, adesso tocca ai giovani concertisti riuscire a portare la fisarmonica in qualsiasi Teatro e Sala da concerto perché non ha nulla da invidiare agli altri strumenti.

5. Cosa immagini o speri per il futuro della Musica in Italia e nel Mondo?

Nel Mondo in futuro credo che ci sarà sempre più tecnologia, quindi mi auguro che un giorno non verremo sostituiti da dei robot, perché la Musica è fatta da piccole emozioni e anche imperfezioni, che solo l’uomo è in grado di fare. (ad es. lo stesso brano eseguito 10 volte sarà ogni volta diverso). Poi direi più Bach e meno Rovazzi! (per i giovani di oggi.. cit.)

6. Qual è il tuo sogno musicale?

Non ho un sogno in particolare, forse direi suonare in più posti possibili in giro per il Mondo, ma sarei contento se riuscissi a vivere di musica e a diventare un bravo compositore.

7. Secondo te cosa devono aspettarsi le persone che verranno a comporre il pubblico musicale in questo atteso evento di venerdì 22 e sabato 23 settembre chiamato "Premio delle arti di Fisarmonica" del Conservatorio di musica "L. D'Annunzio" di Pescara?

Sicuramente tanti giovani talenti della fisarmonica, e direi molta musica contemporanea, quindi posso dire cosa NON devono aspettarsi… Valzer, Tango , Mazurka, ecc..

8. Grazie della tua disponibilità Mario, ti lasciamo al tuo studio quotidiano. In bocca al lupo e mi raccomando facci sognare!

Crepi!

Al Premio Mario ci farà ascoltare:

PROVA PRELIMINARE

“Sonata in Fa minore”, K 386 di Domenico Scarlatti

“De Profundis” di Sofia Gubaidulina

“Waltz-caprice n. 6” di Franz Schubert/Franz Liszt/Yuri Shishkin

PROVA FINALE

“Passacaglia e tema fugato in do minore”, BWV 582 di Johann Sebastian Bach

“Fractals op. 142” di Wolfgang Plagge

“Five views on Archipelag Gulag” (movimenti II, III e V) di Victor Vlasov

Buon ascolto!!!

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Ultima Modifica: giovedì 21 settembre 2017 22:07
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